La moglie alla cassa, il marito e una cognata al banco e un garzone per recapitare le ordinazioni - il successo fu rapido e continuo. Gabbani puntava sulla gastronomia, un settore agli albori in città ma che cominciava a sollecitare le ambizioni dei luganesi più esigenti: uscita dalla crisi, la gente si concedeva il piccolo lusso di soddisfare qualche sfizio a tavola.
Poi fu la guerra: con i contingenti di carne assegnati anche alle salumeria, Gabbani poté compiere il salto da salumeria a macelleria. E si arriva al 1946, l'anno che segna l'avvio di una nuova fase di sviluppo: la ditta si attrezza degli impianti frigoriferi e dei macchinari per la fabbricazione di salumeria in proprio. Nel dopoguerra, mentre si entra nel momento più trascinante del boom consumista, Gabbani precisa la propria fisionomia: diventa , sul mercato luganese, un'etichetta di prestigio che indica articoli selezionati e specialità ricercate. |